Claudia Piccinno, ​nasce a Lecce nel 1970, ma si trasferisce giovanissima in Lombardia e poi in Emilia Romagna dove attualmente vive. Presente in oltre sessanta raccolte antologiche, già membro di giuria in vari premi letterari a carattere nazionale e internazionale.
Insegnante di ruolo nella scuola primaria, Laurea in “lingue e letterature straniere”.

Ultima opera pubblicata: Ragnatele Cremisi - Edizioni "il cuscino di stelle".

 

  • Cosa è per te la comunicazione?

La comunicazione è un’arte, riuscirci non è semplice e non è detto che avvenga solo verbalmente.

Ci sono circostanze in cui gli sguardi o i movimenti, volontari e involontari, sono di gran lunga più efficaci della parola.

In ogni caso in poesia si ricorre al “verbo” per dar voce a immagini, sentimenti, pensieri,

sì da raggiungere velocemente chi ci legge.

 

  • Cosa ispira le tue opere?

Le mie opere non nascono a tavolino e non hanno mai un filone preciso, le mie raccolte avvengono in base a  criteri cronologici e spesso al loro interno hanno tematiche disparate, ma che riflettono quanto ho vissuto in termini di incontri ed esperienze.

 

  • Cosa ti motiva nel tuo lavoro? E cosa consigli a chi vuole intraprendere la tua stessa strada?

Nel mio lavoro d’insegnante diventa sempre più difficile tener desta la motivazione che è quella di trasmettere alle nuove generazioni, una modalità di pensiero che li supporti nelle scelte future e li tuteli dall’omologazione.

Scuola nella sua derivazione greca significa “libero commento”, pertanto ai contenuti provo ad associare occasioni di ricerca-azione e indagini introspettive, perché il sapere non resti fine a se stesso, ma diventi anche saper essere e saper fare.

A chi vuol fare il mio lavoro suggerisco di limitare l’ansia del programma e di adottare una pedagogia della lumaca, perché il tempo degli apprendimenti nella scuola primaria non è mai lo stesso per tutti i bambini, e ai loro ritmi dovremmo prestare molta attenzione.

 

  • Una domanda che avrei voluto ricevere è la seguente : “Credi possibile l’empatia tra uomo e animale?”

Il perché è forse scontato, io ci credo ed ho un gatto, ho sempre avuto gatti e cani e posso asserire che sanno essere più empatici di molti esseri umani.